La Gestione del Paziente a Rischio Cardiovascolare nell’Era del LEADER

La Gestione del Paziente a Rischio Cardiovascolare nell’Era del LEADER
13 e 14 ottobre 2017 – ROMA
Il diabete tipo 2 è associato ad un sostanziale aumento del rischio cardiovascolare (CV). Nonostante la riduzione degli eventi ottenuta anche grazie ai progressi nelle metodologie diagnostiche e nella gestione clinica della cardiopatia ischemica, si continua a registrare un eccesso di eventi fatali tra i pazienti con diabete tipo 2.
I risultati dello studio LEADER hanno dimostrato la possibilità di ridurre l’impatto delle complicanze CV e renali attraverso l’impiego di liraglutide.
Poiché i recettori del GLP-1 sono espressi in numerosi sistemi tra i quali l’endocrino, il cardiovascolare e il renale, liraglutide, l’analogo del GLP-1 nativo, agisce su questi sistemi determinando importanti effetti glicemici, nefroprotettivi, anti-infiammatori e cardioprotettivi. Come conseguenza tali effetti possono rappresentare un potenziale beneficio al paziente diabetico in terapia con liraglutide.