Sanità: Ecm, ancora niente sanzioni per chi non si aggiorna, Ordini in ritardo

Roma, 30 ago. (Adnkronos Salute) – ‘Punizioni’ ancora sconosciute per i medici e gli operatori sanitari che non si aggiornano, quelli cioè che non raggiungeranno i 150 crediti formativi Ecm entro la fine del 2013. Non è stata infatti rispettata la scadenza del decreto ‘Salva Italia’ che imponeva agli Ordini professionali di stabilire le sanzioni, per i propri iscritti refrattari a corsi e lezioni, entro il 13 agosto. Una data che, secondo molti, era impossibile da rispettare per questioni tecniche. E il confronto è ancora aperto sui criteri in base ai quali stabilire le sanzioni, visto che il semplice computo dei crediti accumulati non andrebbe nella direzione, più volte indicata anche dal ministro della Salute Renato Balduzzi, di privilegiare la qualità. Difficile, comunque, prevedere tempi brevi per conoscere, nero su bianco, le ‘pene’ indicate dagli Ordini. “Per l’Educazione medica continua – spiega Amedeo Bianco, presidente della Federazione degli Ordini dei medici e vicepresidente della Commissione nazionale Ecm – all’interno degli Ordini stiamo cercando di capire, nell’ambito di una rivalutazione del codice deontologico, le modalità con le quali i profili di inadempienza agli obblighi formativi possano costituire illecito disciplinare”. Per quanto riguarda la scadenza del 13 agosto, secondo Bianco, “bisogna tener conto che il regolamento attuativo del sistema Ecm è stato applicato da poco. Quindi non c’erano i tempi tecnici. E del resto nella norma stessa c’è scritto ‘fatto salvo il sistema Ecm’, riconduce quindi tutto alla normativa dell’Ecm. Noi comunque ci stiamo lavorando, all’interno della revisione del codice, ma le conclusioni non ci saranno prima della fine dell’anno”. L’allungamento dei tempi sulle sanzioni, comunque, non sembra destare preoccupazione all’interno della Commissione nazionale Ecm. Anche se dati più recenti indicano che, in generale, i professionisti in regola con i crediti – 150 nel triennio che possono essere modulati per un massimo di 75 annui a un minimo di 25 – sono ancora lontani dal rappresentare la maggioranza assoluta. Manca però un anno alla scadenza del triennio e sia la Commissione che gli Ordini stanno lavorando. Soprattutto, a quanto si apprende, l’idea è quella definire meglio i criteri di valutazione, che potrebbero persino prescindere dal numero di crediti se la formazione ottenuta è di qualità elevata. Guardando nel dettaglio i crediti acquisiti, infatti, non tutti hanno lo stesso ‘peso’. Da qui la necessità di stabilire un indicatore di qualità. E chi deve fissare le sanzioni dovrà, per tenerne conto, avere prima il quadro completo di riferimento. La formazione continua, obbligatoria per tutte le professioni sanitarie, riguarda 22 diverse categorie in Italia, per un totale di un milione e 100 mila persone. A oggi i diversi Ordini e Collegi stanno autonomamente cercando di mettere a punto le sanzioni per i propri iscritti, ma si potrebbe anche arrivare a un orientamento comune.