Il peso della felicità sulla salute fisica e mentale

Giornata mondiale della felicità La costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 1948 definisce la salute non come mera assenza di malattia, ma benessere completo dal punto di vista fisico, psichico e sociale.

È un concetto vasto, che rischia di tendere all’infinito e che si avvicina per questo a quello di felicità che non è la semplice mancanza di qualcosa bensì deve avere una connotazione positiva e quindi la spinta verso un miglioramento.

La felicità, inoltre, è oggi una condizione misurabile e una componente essenziale della percezione dello star bene.

Dal 2012 infatti si celebra la Giornata Internazionale della Felicità, Istituita dall’Assemblea giornata internazionale della felicitàGenerale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e contestualmente ogni anno viene redatto il World Happiness Report che individua i Paesi più felici al mondo secondo 6 parametri: reddito pro-capite, sostegno sociale, aspettativa di vita alla nascita, libertà di compiere delle scelte di vita, generosità, tasso di criminalità.

La salute è uno di questi parametri (aspettativa di vita alla nascita) ma è anche un effetto della felicità: essere felici aiuta ad essere in salute!

Che la felicità aiuti la salute fisica ormai è comprovato dalla scienza. E questo non significa non vivere momenti di negatività, frustrazione o tristezza, ma affrontarli con uno spirito di positività che è alla base della felicità nel lungo termine.

Una ricerca dell’Università dell’Illinois e condotta su oltre 160 studi ha dimostrato come le persone felici tendano ad avere un’aspettativa di vita più lunga rispetto ai coetanei meno felici e abbiano inoltre minore probabilità di ammalarsi di raffreddore o addirittura di essere colpiti da infarto o ictus.

È implicita, infine, l’influenza che la felicità ha sulla salute mentale, sull’equilibrio personale e lavorativo. Una meta analisi ha infatti riscontrato un collegamento scientifico tra la felicità e la creatività, ma non solo, in ambito medico è stato dimostrato che un medico felice fa diagnosi più velocemente e in maniera più accurata.

La felicità ha dunque un peso enorme sull’andamento generale della nostra società, ma quanto dipende dalla socialità?

Una ricerca dell’università di Rochester ha messo in luce una correlazione diretta tra felicità e qualità delle relazioni interpersonali e l’Università della California ha dimostrato che chi ha una buona vita sociale è più felice di chi ha più soldi.

Come ha influito il COVID sulla felicità e dunque sulla salute?

Nell’ultimo anno è cambiata la quotidianità così come la conoscevamo, i ritmi, le dinamiche interpersonali e la società in generale sono oggi profondamente diversi da come eravamo abituati.

Abbiamo provato ad allenare la felicità con le piccole gioie quotidiane, abbiamo fatto aperitivi via zoom, ricreazioni digitali, sport al parco e cantato dai balconi, ma sappiamo bene che nulla potrà sostituire la felicità prodotta da un abbraccio, un incontro, un viaggio, uno spettacolo teatrale, un evento. O la felicità prodotta dal lavoro che, in molti casi, ha subito uno stop catastrofico.

Non sappiamo cosa dirà di preciso il nuovo World Happiness Report, ma siamo certe che appena torneremo a poterci incontrare e a svolgere eventi in presenza il livello generale della felicità aumenterà automaticamente.